Coronavirus: i tre scenari dell’Organizzazione Mondiale della sanità per l’autunno

Il direttore aggiunto dell’Oms ha presentato i tre scenari possibili dell’evoluzione della pandemia da Coronavirus in autunno

Durante un’intervista all’Ansa, il direttore aggiunto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, nonché membro del Comitato tecnico-scientifico, Ranieri Guerra, ha disegnato tre scenari plausibili della pandemia di Coronavirus. Escluso un nuovo lockdown in autunno. 

Coronavirus: in autunno tre scenari possibili

Prima di esporre i tre scenari eventuali, il direttore aggiunto dell’Oms esclude l’ipotesi di una nuova chiusura globale in autunno. Quasi tutti gli Stati del mondo, infatti, hanno adottato piani ospedalieri aggiornati e incrementato le strutture in cui ricoverare e assistere i malati da Coronavirus. 

Il primo scenario prevede un amento lento e costante dei casi. Si tratta dello scenario più ottimistico, che prevede un’impennata dell’epidemia senza però eccessivi danni. Un aumento lento dei positivi, infatti, non implica necessariamente un aumento dei malati, soprattutto considerato che si sta abbassando l’età media dei contagiati. Tale dato fa capire che le persone più anziane, quelle più a rischio, si stanno rigorosamente cautelando. 

Secondo scenario: boom di contagi fra scuola e famiglia 

Il secondo è il più plausibile dei tre scenari. Il timore che con l’apertura delle scuole si generi un aumento di contagi in famiglia è un fattore che spaventa molti. Guerra parla di “corto circuito fra scuola e famiglia”, che potrebbe appunto generare un’esponenziale impennata della curva epidemiologica. 

In questo caso sarà fondamentale il sistema di tracciamento dei focolai, in modo da contenere quanto più possibile i contagi. Essenziale sarà anche il rigoroso rispetto delle misure di sicurezza promosse dal Comitato tecnico-scientifico per le diverse scuole di ordine e grado. 

Terzo scenario: aumentano i ricoveri

L’ultimo scenario è il peggiore. Si presenterebbe qualora il controllo dei focolai sfuggisse di mano e si assistesse ad un boom di contagi con il conseguente aumento dei ricoveri ospedalieri. Un rapido incremento dei contagi porterebbe ad un’effettiva difficoltà, da parte dei medici, di fare le diagnosi e i dovuti tracciamenti. 

Qualora si dovesse verificare tale ipotesi sarà importantissima l’organizzazione degli ospedali, così da non ripetere gli errori commessi con l’inizio della pandemia. 


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