Troppi docenti vanno via dal Sud, 7.360 sono solo di Salerno

Quanti giovani docenti sono costretti ad abbandonare il loro amato sud per cercare di far fortuna al nord? Troppi, è questa ormai la prassi che non vuol cambiare.

Sembra esser tornati indietro nel tempo, quando a fine ottocento e nel secondo dopoguerra tanti abitanti del sud dovevano dire addio alla propria terra per cercare fortuna al nord. Abbandonare la propria casa significa abbandonare amici, parenti, stile di vita, abitudini e andare incontro ad un clima differente, che può essere soprattutto ostile. Siamo nel 2019 e questo è lo scenario che vediamo ancora dopo tanto tempo, con l’unica differenza che oggi ad andarsene via dal sud sono soprattutto i docenti. Sebbene questo fenomeno sia presente ormai da un bel po’ di tempo, sembra essere la prassi per chiunque voglia intraprendere questa carriera: non c’è alcun accenno alla diminuzione. Certo, da una parte è un fattore di crescita: ci si arricchisce di esperienze belle o buone che siano, dall’altro è fare un sacrificio enorme, molti ragazzi iniziano delle facoltà che permettono di diventare insegnanti con la consapevolezza di dover dire addio al loro amato sud pur di diventare docenti.

Ritorno al passato: i docenti del sud cercano fortuna al nord

Sappiamo dai sindacati che nella sola provincia di Salerno ci sono ben 7.360 docenti titolari o precari in servizio nelle regioni del nord come Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Piemonte o Veneto.

Questo era solo un esempio, ovviamente la stessa situazione con numeri differente la troviamo anche in altre zone del sud Italia.

Tutto questo pur di avere un lavoro stabile, poter mettere su famiglia, mantenere quella che già si ha o semplicemente sperare in un futuro migliore per se.

La situazione è sempre la stessa ed è uguale per tutti: c’è chi ha studiato per anni ed anni, oltre ad altri anni di insegnamento.

Oppure, c’è il precario in cerca di fortuna che va al nord perché c’è un’ampia disponibilità di cattedre, alcuni sono stati fortunati e sono stati assunti con la riforma della Buona scuola o col concorso del 2018 per le scuole secondarie.

Un’altra fazione è quella costituita da quelli che invece hanno scelto di inserirsi nelle graduatorie ad esaurimento delle province del centro-nord Italia per cercare di essere assunti.

Insomma, qualsiasi sia la loro situazione, la loro preparazione, il proprio percorso personale, i propri sogni, sono tutti legati dal fatto che hanno abbandonato la loro terra, che può essere la Campania, la Sicilia, la Puglia, la Basilicata e la Sardegna per poter fare il docente altrove.

Non si prende un provvedimento affinché la situazione possa cambiare o almeno migliore, questa è ormai la prassi.

 

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Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.