Truffe alle pompe di benzina: contrabbando e tasse evase

La grande truffa alle pompe di benzina: contrabbando ed evasione di Iva e accise

Sono state fatte la bellezza di 128.000 ispezioni, sono stati riscontrati 16.000 reati fiscali e ben 18.000 persone incriminate, questi sono i numeri della grande truffa alle pompe di benzina, contrabbando e tasse evase, numeri da capogiro per la truffa che danneggia le casse dello Stato.

Ma di quali reati stiamo parlando e quali danni si generano per lo Stato

Andando a fondo sulla questione si dimostra come le modalità con cui questa frode va a colpire anche gli operatori, oltre che il Fisco, si va dall’evasione Iva e accisa all’importazione clandestina dei prodotti. Si è stimato che circa il 10% del prodotto è coinvolto e si potrebbe stimare dai 2/3 miliardi di mancati introiti per lo Stato.

Il Governo sta cercando di recuperare queste grosse somme di denaro, cosa un pò complicata in quanto dal 2012 è stato liberalizzato il mercato dei carburanti. Le maggiori minacce per l’Erario sono le principali vie di contrabbando ed evasione di Iva e accise aggirati tramite intricati sistemi finanziari che si fanno beffa delle leggi vigenti che purtroppo risultano inefficaci per contrastare il fenomeno.

Il prezzo più basso della norma del carburante nei punti vendita contribuisce a penalizzare gli operatori onesti, i quali hanno sempre più difficoltà nel mandare avanti la loro attività. Le frontiere del Nord-Est sono le più usate per il contrabbando di carburante con il porto diventato lo snodo sempre più sensibile, poiché il punto d’ingresso nel Paese.

L’informazione che in giro ci siano controlli, potrebbe giocare un ruolo fondamentale per rallentare o fermare il traffico illecito di carburante, ma sta facendo molta fatica ad affermarsi per via della crescita esponenziale del fenomeno.

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