Un abito da sposa abbandonato sul Vesuvio, quale storia nasconde?

Quasi un anno fa, precisamente nell’agosto del 2017, presso uno dei sentieri del Vesuvio fu ritrovato un abito da sposa. Due ciclisti furono i primi a vederlo e solo il secondo ebbe il coraggio di sistemarlo. Ancora adesso ci si chiede quale sia la storia che si cela dietro a quell’abito.

Dell’agosto 2017 è la notizia del ritrovamento di un abito da sposa bianco trovato sul Vesuvio. Una scoperta piuttosto inquietante se si pensa che il posto è spesso frequentato unicamente da ciclisti. Eppure, non conosciamo ancora la vera proprietaria dell’abito da sposa. Perché è stato deposto lì? Cosa si nasconde dietro? Si tratta di una ragazza che, lasciata all’altare, forse ha deciso di gettare quello che ormai era diventato il simbolo del suo mancano sogno d’amore? Oppure è l’abito da sposa di una donna morta lì vicino? Forse un voto? O semplicemente è uno scherzo poco carino di qualcuno che vuole prendersi gioco degli altri inquietandoli? Purtroppo, a quasi un anno di distanza, non ancora conosciamo la vera storia che si cela dietro a quell’abito. Rileggiamo, però, le parole di chi lo trovò.

L’abito ritrovato da un ciclista

Dopo quel caso riguardante i roghi che avvennero nei pressi del Vesuvio, fu ritrovato nell’agosto del 2017 da un ciclista. Il suo nome è Nicola Liguoro, e sul giornale “Il Mattino” riporta la sua testimonianza: “Era fine agosto e dopo un giro domenicale, in discesa ho scorto questo abito sporco di cenere in uno scenario lunare, appeso ad un ramo e agitato dal vento nel grigiore assoluto. Nel vedere questo velo bianco svolazzante mi sono avvicinato ,ho appoggiato la bici a terra e sono stato ad osservarlo incredulo per diversi minuti. Già avevo il morale a terra nel vedere i miei amati luoghi distrutti; poi quella scena inquietante mi ha ulteriormente turbato. Così sono risalito in bici e sono andato via”

“La salita della sposa”

A differenza del primo che, a causa della tristezza provata per la sua terra e per l’angoscia che l’abito gli portava, il secondo ciclista ha agito in modo diverso. Stiamo parlando in questo caso del presidente di Mtb Vesuvio, Massimo Ginelli. Ecco le parole del presidente sempre su “Il Mattino” : “Mi sembrava un prodigio, così ho voluto raccoglierlo e sistemarlo”. E infatti l’abito da sposa è ancora li. In occasione di tale episodio, il sentiero che è stato lo scenario di questa ambigua scoperta, è stato battezzato dai ciclisti stessi come “La salita della sposa”. Si spera di conoscere la vera storia dietro questo episodio da film thriller.

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Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.