Una cura anticancro grazie alle donazioni

L’oncologo Maio ha potuto portare avanti la sua cura anticancro grazie alle donazioni.

È stata trovata una cura anticancro grazie alle donazioni, e l’oncologo Michele Maio è innanzitutto un medico che cura il cancro, insegna oncologia all’università di Siena, dirige il centro di immuno-oncologia all’azienda ospedaliera universitaria Le Scotte ed è dotato di una riserva e di un’energia pazzesca e uno spirito positivo che risultano essere determinanti per combattere un nemico così forte e dare una forza e volontà ai pazienti inimagginabile.

Andiamo a vedere di cosa stiamo parlando e di quale farmaco si tratta

Il cancro spesso uccide perché è abile a mascherarsi e a sfuggire al sistema immunitario. La tecnica per riaccendere le speranze è appena diventata un farmaco contro il melanoma, il professore afferma che il lavoro per trovare questo farmaco è durato 6/7 anni e se non ci fossero stati i fondi dell’associazione Italiana per la ricerca sul Cancro questa scoperta non si sarebbe mai potuta fare.

È una combinazione di una coppia di farmaci, il primo agisce sul DNA e ne modifica la sua forma esterna rendendo la cellula più riconoscibile dal sistema immunitario, il secondo spinge il sistema immunitario ad attaccare il cancro. Il primo approccio, quello di togliere il velo al tumore, è il frutto diretto della ricerca, il secondo rientra nel filone dell’immunoterapia oncologica che negli ultimi anni sta regalando ottimi risultati.

L’immunoterapia è stata premiata con il Nobel della Medicina l’anno scorso, e in Italia?

Il dottore Maio è stato il primo medico a portarla in Italia, il quale dichiara che l’idea lo ha affascinato e lo scopo è quello di non mettere dentro ai pazienti farmaci che distruggono il tumore, ma di aiutare i pazienti ad aiutare se stessi. Lo scopo è quello di dare un calcio al sistema immunitario perché lui stesso deve pensare a distruggere il tumore.

Per vari decenni non funzionava, ma poi nel 2013 in Italia sono arrivati i primi farmaci efficaci davvero. Si tratta di farmaci nuovi, i dati sono affidabili solo per i tumori che sono stati affrontati da tempo addietro. Un esempio può essere il melanoma nel 2004 che non aveva armi per aumentare le aspettative di vita, mentre ora con le terapie immunologiche si allunga la vita di almeno 5 anni.

Nel 2008 la sperimentazione è arrivata al polmone che ha raggiunto una sopravvivenza del 30% a 3 anni. Dal 2010 gli studi si sono estesi ai reni e adesso si inizia con il seno, ma le speranze che i risultati siano buoni, sono ottime. L’immunoterapia, a differenza dei farmaci, quando funziona lo fa nel lungo periodo.

L’immunoterapia oggi costa molto, ma oggi in Italia è garantita a tutti i pazienti tramite il sistema sanitario, l’assistenza è ottima in tutta Italia.

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