Vaccini: Puglia e Usa suonano dei campanelli di allarme

Due ricerche condotte dalla regione Puglia e dagli Usa sui vaccini sono dei campanelli di allarme su di essi. Ecco delle maggiori informazioni.

Direttamente dalla Puglia arriva un allarme a cui è bene prestare attenzione: uno studio svolto su un campione di 1.672 bambini, ha rivelato che la somministrazione del vaccino MPVR (morbillo, parotite, varicella, rosolia) ha avuto delle conseguenze tutt’altro che positive sul 4 % dei piccoli. Una notizia importante questa dei vaccini che però non è stata per niente ascoltata dai grandi media, è riuscita a filtrare dalle audizioni tenutesi in Senato per discutere il nuovo decreto legge numero 770, riguardante proprio i vaccini.

Allarme vaccini, le dichiarazioni

Ecco le parole di alcuni ricercatori: “I casi gravi raccolti con questo studio superano di 339 volte le segnalazioni giunte spontaneamente”. Non mancano le parole di Antonio Affinita, direttore generale del MOIGE, acronimo di Movimento italiano genitori, che a palazzo Madama dice “Mi faccio portavoce non di famiglie ideologicamente ostili alle vaccinazioni, ma di persone che, non comprendendo il senso di queste maniere forti (l’obbligo vaccinale, ndr), ora dubitano della bontà delle vaccinazioni. Chi firma un consenso informato accetta tutti i benefici, ma anche i rischi di una terapia. Senza questa decisione non si può procedere a nessun trattamento sanitario. Non si capisce perchè solo in questo caso si debbano ignorare le leggi dello Stato. Oltretutto il ruolo dei genitori nelle scelte di salute dei propri figli come in quelle educative è fondamentale.Quanto agli eventi avversi ho richiamato l’attenzione sulla necessità di avviare una farmacovigilanza attiva, come quella che è stata fatta in Puglia. Quanto sono sicure le vaccinazioni plurime? Come facciamo a saperlo senza studi di farmacovigilanza attiva a campione e costanti nel tempo? E’ da irresponsabili obbligare ampie fasce di popolazione a 10/12 vaccinazioni senza preoccuparsi di osservarne gli effetti. Ho citato anche lo studio Signum sui militari che invita al principio di precauzione: non più di 5 vaccini per volta. Lo studio della Puglia va in questa direzione. Finora ci siamo basati sul report di Aifa, effetto di segnalazioni passive che tuttavia non si possono ignorare. Attenzione però: il 70 per cento delle segnalazioni arriva da una sola regione, il Veneto: è evidente che non possiamo considerare affidabile questo sistema di raccolta dati”. Ed infine conclude: “Per un genitore sapere che circa 8 medici su 10 non si vaccinano rafforza perplessità e preoccupazioni”.

Vaccini e contaminazioni

Trasferiamoci in Veneto, regione in cui c’è un uso “consapevole” dei vaccini e dove è super attivo il Corvelva (Coordinamento regionale del Veneto per la libertà di vaccinazione), in difesa della salute dei cittadini.
Il Corvelva ha presentato dei ragguagli di una ricerca sulle impurità biologiche presenti nei vaccini, sulla composizione chimica di due lotti del vaccino tetravalente, Priorix Tetra, prodotto da un big di farmaci e vaccini, GlaxoSmithkline.
Marcello Pamio dice che “I risultati, anche se preliminari, squarciano uno scenario agghiacciante. In entrambi i lotti sono stati rilevati pepticidi associati a proteine potenzialmente provenienti dai processi di purificazione: ‘Sarcoplasmin calcium-binding protein‘, ‘Actina‘ e ‘Vimentina‘. La prima è notoriamente allergenica, mentre le altre due sono sostanze di origine animale: pollo la vimentina e bovino l’actina. Il punto nodale è che queste ‘contaminazioni’ non dovrebbero essere presenti all’interno di un vaccino che verrà inoculato nel corpicino in crescita di un neonato. Se verranno confermate dalle ulteriori analisi in atto, queste sostanze sono associabili ad antibiotici, farmaci, diserbanti, erbicidi, acaricidi, metaboliti della morfina. Qualche nome? Stiamo parlando di robetta chimica come: Morfamquat, un erbicida, Cyflumetofen, un acaricida, Amoxicillina, un antibiotico, 3-Methyleneoxindole, un antivirale, quindi metaboliti batterici, umani e di piante. Ma poi risulterebbero farmaci come Tamsulosin, un alfabloccante, Sildenafil più noto come Viagra, Gabapentin, un antiepilettico, Atovaquone, per la malaria, AMD-070, un farmaco sperimentale per l’HIV, Fluchloralin, un erbicida, Vigabatrin, un antiepilettico. Mi fermo qua, ma penso sia più che sufficiente per comprendere che più ci si addentra tra le molecole e gli atomi di questi farmaci, più il quadro si tinge di colori molto foschi. Ma ormai il vaso di pandora, grazie alle analisi eseguite dal Corvelva, è stato scoperchiato”.

USA, i vaccini ed i tumori

Viaggiamo oltreoceano e arriviamo negli USA. La Food and Drug Administration (FDA), l’ente governativo americano, ha voluto approfondire delle analisi sui ‘virus tumorigenici‘ presenti nelle lineee cellulari usate per produrre vaccini ad uso umano. Secondo alcuni ricercatori USA:
“E’ noto ormai da tempo che nei substrati cellulari usati nella filiera di produzione vaccinale siano contenuti alcuni virus cancerogeni. Finora però nessun dipartimento per la salute umana aveva mai avviato indagini adeguate per stabilire procedure ufficiali. La speranza è che si faccia chiarezza sulla pericolosità di tali virus, si rivedano le modalità di produzione e regolamentazione di questa categoria di farmaci e vengano fissati controlli rigorosi prima e dopo l’immissione in commercio”. Inoltre, la FDA ha pubblicato nel mese di febbraio 2018 un comunicato contenente delle varie perplessità sugli attuali vaccini, imponendo delle regole nuove. Di seguito alcuni tratti importanti del comunicato:
“I vaccini a base di virus sono prodotti su cellule viventi (substrati cellulari). Alcuni produttori stanno studiando l’uso di nuove linee cellulari per produrre vaccini. Talvolta, però, le linee cellulari utilizzate possono essere tumorigeniche, vale a dire che formano tumori quando iniettate nei roditori. Alcune di queste lineee cellulari che formano tumori possono contenere virus cancerogeni che non si riproducono attivamente. Tali virus sono difficili da rilevare con metodi standard. Questi virus latenti o ‘dormienti’ rappresentano una potenziale minaccia, poiché potrebbero attivarsi in fase di produzione del vaccino.Pertanto, per garantire la sicurezza dei vaccini, il nostro laboratorio sta studiando le modalità di attivazione dei virus latenti nelle linee cellulari e come individuare i virus attivati, nonché altri virus sconosciuti, mediante l’uso di nuove tecnologie. Adatteremo quindi le nuove scoperte per rilevare i virus presenti negli stessi tipi di substrati cellulari adoperati per produrre i vaccini. Stiamo anche cercando di identificare specifici processi biologici che riflettano l’attività del virus”.

E’ lecito, a questo punto, avere numerosi dubbi sui vaccini.


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Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.