Vecchie multe: anche queste rientrano nella Pace fiscale

Addio vecchie multe stradali: lo stralcio dei debiti stabilita dalla pace fiscale si applica anche per le sanzioni amministrative

Ormai è certo, anche le contravvenzioni stradali non pagate rientrano nella così detta pace fiscale.  Quindi non solo l’Imu, bollo auto e canone Rai di importo inferiore a mille euro vengono stralciati ma anche le multe che gli automobilisti si son visti recapitare e scritti al ruolo tra il 2000 e il 2010. Questi sono le conseguenze del decreto fiscale dell’anno scorso (Dl 119/2018) che ha cancellato i debiti con l’agente per la riscossione fino a mille euro. Per le vecchie multe cantonate se si riceve una cartella esattoriale non deve pagare ma può far richiesta di sgravio direttamente allo sportello, con raccomandata o con Pec. Chi l’ha già ricevuta la può ignorarla.

Vecchie multe: quali sono quelle condonate?

Per capire quali sono le multe cantonate, bisogna leggere con molta attenzione la cartella esattoriale dove è riportato l’estratto dei debiti. Individuare gli importi scritti a ruolo tra il 2000 e il 2010 e verificare che l’importo non superi i mille euro. Cosa molto probabile in quanto le multe stradali al massimo raggiungono 500 euro.  In più, l’automobilista che ha già impugnato la cartella con la multa può far richiesta di chiusura della controversia senza pagar nulla.

Ciò è stato stabilito da un’ordinanza della Cassazione, dovuta per la scarsa diligenza dell’esattore nel cancellare i debiti. La contestazione deve essere stata avviata tra il 10 gennaio 2000 e il 31 dicembre 2010.

Cancellazione delle multe: la procedura

L’articolo 4 del Dl 119/2018, convertito nella legge 136/2018, prevede lo stralcio dei debiti di importo non superiore a 1.000 euro affidati agli agenti della riscossione nel periodo dal 2000 al 2010, oppure per le cartelle che già sono state soggette di rottamazione. Il debito che può essere stralciato può avere qualsiasi origine.

Ci sono casi che nonostante le cartelle sono state soggetto all’annullamento, l’agente di riscossione ha avviato inutilmente dei contenziosi. In questo caso la Cassazione ha chiuso la causa citando letteralmente la norma e costatando che il debito preso in esame, che riguarda una cartella notificata tra il 2000 e il 2005, rientra effettivamente nello stralcio, anche perché l’importo di ciascun cartella è inferiore a mille euro.

Nuovi problemi e nuove cause

Il procedimento di annullamento doveva essere semplice e chiaro. Infatti i debiti dei contribuenti con importo inferiore a mille euro e iscritti a ruolo tra il 2000 e il 2010 andavano cancellati con una procedura automatica dall’Agenzia dell’Entrate. Senza che quest’ultima mandasse alcun avviso di cancellazione del debito al contribuente. Questo ha scaturito un enorme confusione, in quanto i contribuenti che si son visti recapitare ancora cartelle esattoriali per debiti, che effettivamente erano già stati cancellati. Da questo si sono aperti numerosi contenziosi.

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Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.