Rimborso pacchetti viaggio per via del Coronavirus, come fare?

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21/03/2020

E’ possibile avere un rimborso per i pacchetti turistici acquistati prima del Coronavirus? Se sì come bisogna fare? Quali sono i diritti del viaggiatore?

Rimborso pacchetti viaggio per via del Coronavirus, come fare?

Chissà come andrà a finire questo periodo di quarantena, chissà se per l’estate sarà tutto finito e si potrà ritornare alla normalità, chissà se il numero dei guariti da Coronavirus potrà essere più alto di quello dei morti e dei contagiati. A proposito di desiderio di normalità, sono molti gli italiani che nonostante la situazione sperono di potersi rilassare e lasciarsi tutto alle spalle godendosi qualche settimana di riposo in vacanza. Purtroppo, però, come già detto sopra, non sappiamo se il pericolo possa persistere ancora per l’estate 2020. In tal caso si può richiedere il rimborso per i pacchetti di turistici già comprati? Se sì, come possiamo fare?

Rimborso pacchetti turistici a causa del Coronavirus, come fare?

Facendo appello al Codice del Turismo, bisogna sapere che sebbene l’organizzatore del pacchetto turistico non lo abbia cancellato, il consumatore può comunque applicare il diritto ad esercitare la disdetta facendo riferimenti ai sensi dell’articolo 41.

In tale articolo viene detto che in caso di circostanze inevitabili e straordinarie che riguardano il luogo della destinazione o le sue vicinanze, il viaggiatore ha il pieno diritto di recedere dal contratto stipulato inizialmente senza che abbia oneri verso delle spese di recesso.

Altra cosa a cui ha diritto è il rimborso integrale dei pagamenti che riguardano il pacchetto, ma non ad un indennizzo supplementare.

Sempre all’articolo 41 viene detto che l’altra parte, cioè l’organizzatore del pacchetto viaggio deve prevedere a tutti i rimborsi senza un ritardo  ingiustificato entro e non oltre i 14 giorni dal recesso.


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Qualora, invece, il pacchetto venga soppresso dal tour operator, il viaggiatore ha sempre diritto al rimborso integrale entro 14 giorni dal recesso, senza poter godere di indennizzi supplementari al rimborso.

Questo avviene perché  l’annullamento non dipende dalla volontà dell’organizzatore, ma da circostanze inevitabili e straordinarie come il caso del Coronavirus.

 

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