Ryanair, dal primo luglio si torna a volare: ecco come si viaggerà

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12/05/2020

Ryanair vuole tornare a volare e vuole farlo dal primo luglio con tutte le precauzioni del caso: temperatura, mascherina e distanziamento

Ryanair, dal primo luglio si torna a volare: ecco come si viaggerà

Una notizia molto importante arriva dal Presidente della compagnia aerea Ryanair David O’Brien in un’intervista al Corriere della Sera: dal primo luglio si tornerà a volare con tutte le possibili precauzioni e con delle norme ben precise da rispettare.

Ryanair, dal primo luglio si tornerà a volare

Ryanair fa sul serio e vuole tornare a volare dal primo luglio, lo ha riferito e confermato il Presidente della compagnia low cost, David O’Brien; lo ha dichiarato tramite una telefonata, che poi è diventata un’intervista con il Corriere della Sera.

L’obiettivo della compagnia Ryanair è quello di cercare di portare inizialmente in pista il 40% degli aerei, cercando di coprire il 90% di tutte le destinazioni di appartenenza, riuscendo ad arrivare, come primo obiettivo, a mille voli al giorno.

Ci saranno delle regole imposte dalla compagnia che dovranno essere rispettate, tra cui:

  • Misurazione della temperatura
  • Obbligo dell’uso della mascherina
  • Distanziamento sociale

Nell’intervista viene chiesto al Presidente come sarebbe possibile mantenere il distanziamento di 1-2 metri in aereo, e lui risponde: “Nemmeno bloccando il posto centrale della fila ci riesci. A suo avviso è sufficiente rispettare due sole misure di sicurezza, che sono coprire bocca e naso e farsi controllare la temperatura”.

Ryanair è in attesa che tutti i vari stati facciano le loro comunicazioni in base ai criteri che vogliono adottare per quanto riguarda le restrizioni di viaggio; la prima risposta riguarda l’Europa, per poi passare a vedere quello che fa il resto del mondo.

Ryanair, e non solo, anche le altre compagnie aeree sono molte fiduciose che l’apertura a viaggiare avvenga a partire dal primo luglio.

Invitiamo chiunque volesse viaggiare a non prendere per certa questa notizia, perché non tutti i Paesi potrebbero essere concordi e decidere nello stesso modo, per non dire che bisogna aspettare ancora almeno una quindicina di giorni, per assicurarsi che la curva dei contagi non risalga.