Videogiochi: pericolosi per la salute dei più piccoli?

I videogiochi possono costituire un pericolo per la salute dei bambini? La questione ha più sfaccettature, andiamo ad indagarle con più precisione.

I videogiochi possono costituire un pericolo per la salute dei bambini? La questione ha più sfaccettature, andiamo ad indagarle con più precisione.

Il PEGI di un videogioco

Chiunque abbia mai acquistato un videogioco, avrà sicuramente notato che sull’angolo basso ogni copertina vi è un piccolo rettangolo colorato, quello è il PEGI. Esso funge da indicatore per i videogiocatori, fornendo un consiglio (condivisibile o meno) sull’età che una persona dovrebbe avere per giocare. La suddivisione degli indicatori PEGI è il seguente:

  • Verde:  Per giocatori da 3 anni in su
  • Giallo:  Per giocatori dai 12 o dai 16 anni (dipende dal videogioco) in su 
  • Rosso:  Per i giocatori dai 18 anni in su

Sul retro della copertina dei videogiochi, poi, vi sono delle icone che giustificano il valore del PEGI: la presenza di linguaggio scurrile, violenza, l’uso di droghe, scene esplicite, gioco d’azzardo e razzismo. Di norma, per non applicare il PEGI 18+ ad un videogioco, si tollera la presenza di azioni violente qualora siano attutite da stili fumettistici e non contemplino la fuoriuscita di sangue. In altri casi, a meno che non si tratti di giochi pensati appositamente per i più piccoli, i contenuti dei videogiochi tendono ad aggiudicarsi il rettangolo rosso.

Disturbi legati alla fotosensibilità ed epilessia

Nel corso della storia videoludica, frequenti sono stati gli episodi di epilessia tra i più piccoli. Ciò è dovuto a particolari combinazioni di luci, suoni e scene che sforzano vista e udito. Da diversi anni si è quindi reso obbligatorio un disclaimer ad inizio gioco, che espliciti i pericoli dei disturbi legati alla fotosensibilità e all’epilessia. Per bambini e adolescenti che soffrano di tali patologie, sarebbe consigliabile consultare un medico onde evitare un peggioramento.

Psicologia infantile legata ai videogiochi

Studi medici hanno dimostrato che, non tenendo conto di disturbi patologici (l’epilessia è una patologia che non è causata dai videogiochi), i bambini che riscontrano aspetti negativi dal giocare soffrono di problemi psicologici latenti. Se un videogioco rende un bambino più violento, più instabile emotivamente o ne aumenta l’inquietudine, la causa è imputabile ad una carenza emotiva e caratteriale presente nell’infante già da prima dell’approccio alla console. Al contrario, i videogiochi sono responsabili di un miglioramento dei riflessi, della memoria e dell’intuitività. Come in ogni cosa, a fare la differenza sono la mentalità e la mente dei videogiocatori. Per quanto riguarda i più piccoli, l’unica accortezza sarebbe una maggiore disposizione ad informarsi da parte dei genitori sui pericoli legati alla fotosensibilità e a scegliere di non comprare ad esempio un videogioco di combattimento se il proprio bambino dimostra un’indole aggressiva. Tenete d’occhio il PEGI!

 

Mike

Un ventenne che ha amato la scrittura fin da quando ha cominciato a camminare. Forse da un po' prima.