Vietare i colpi di testa per i ragazzini delle scuole calcio per evitare trauma cranici

Demenza e calcio, vietare i colpi di testa ai bambini al di sotto degli 11 anni.

Due rinomati dottori in neurologia svizzeri chiedono alle scuole calcio per i più piccoli di vietare l’insegnamento dei colpi di testa, è stato dimostrato che la demenza può derivare dalle commozioni cerebrali, e quest’ultime nel gioco del calcio sono frequenti. La richiesta è stata fatta per i bambini inferiori agli 11 anni, in modo da avere un’età per poter comprendere i rischi sanitari.

Lo studio testimonia che il trauma cranico può portare alla demenza

Sono stati fatti degli studi in proposito che hanno evidenziato che un trauma cranico è di conseguenza una commozione cerebrale può sviluppare una demenza. I bambini più piccoli hanno il cranio più sottile e i muscoli del collo più delicati, per cui sono maggiormente esposti a lesioni alla testa. In America questa attenzione già c’è, infatti sono vietati i colpi di testa ai bambini fino ai 10 anni.

In America la situazione è tragica per quanto riguarda il football americano, i vari traumi cranici avuti in questi sport hanno portato a serissime problematiche, tipo suicidi o omicidi.

In America la situazione è cambiata da quando sono nate delle battaglie legali che hanno portato la giurisprudenza americana a prendere una posizione, e vista la formazione di vari gruppi a tutela dei minori e altre associazioni fatte da genitori, e ha stabilito che in caso di infortunio del tipo che abbiamo parlato fino ad adesso, i trauma cranici, la responsabilità e il pagamento delle conseguenze vanno a danno della Federcalcio americana.

A tutte queste supposizioni si sono aggiunti che questi colpi, a parte possibili commozione cerebrali, possono portare a lesioni nelle aree cerebrali e che alla lunga possono portare ad invalidità o addirittura al morbo di Lou Gerigh.


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