Visita fiscale: esonero fasce di reperibilità la malattia rientra nel comporto?

Visita fiscale con esonero fasce di reperibilità, la malattia rientra nel periodo di comporto e si rischia al superamento di essere licenziati?

I casi di esonero delle fasce di reperibilità per la visita fiscale si dividono in base al settore di appartenenza del lavoratore (pubblico e privato). Per i dipendenti privati i casi di esonero previsti sono: patologie gravi che richiedono terapie salvavita; stati patologici connessi alla situazione di invalidità riconosciuta pari o superiore al 67%. Per i dipendenti pubblici i casi di esonero sono: patologie gravi che richiedono terapie salvavita; causa di servizio riconosciuta che abbia dato luogo all’ascrivibilità della menomazione unica o plurima alle prime tre categorie della “tabella A” allegata al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1981, n. 834, ovvero a patologie rientranti nella “tabella E” dello stesso decreto; stati patologici connessi alla situazione di invalidità riconosciuta pari o superiore al 67%.

Esonero fasce di reperibilità per visita fiscale e periodo di comporto

Analizziamo il quesito di un nostro lettore: Buongiorno, sono un lavoratore invalido civile assunto con la legge 68/99 art.1. Quando un lavoratore assunto con la sopra citata legge è in malattia e il medico flegga sul certificato di malattia telematico la dicitura STATO PATOLOGICO SOTTESO O CONNESSO ALLA SITUAZIONE DI INVALIDITÀ RICONOSCIUTA, i giorni assegnati vanno sommati nel periodo di comporto come un periodo di malattia qualunque oppure no? Attendo un vostro gratuito riscontro alla presente. Vi ringrazio

L’esonero non esclude il comporto

L’esonero non esclude il comporto ma permette al dipendente che ne ha diritto di poter uscire di casa nelle fasce di reperibilità. Gli orari a cui fare attenzione, anche in questo caso, sono divisi tra settore pubblico e settore privato, ed esattamente:

per i dipendenti privati

mattina: dalle ore 10.00 alle ore 12.00;
pomeriggio: dalle ore 17.00 alle ore 19.00.

Per i dipendenti pubblici

mattina: dalle ore 9.00 alle ore 13.00;
pomeriggio: dalle ore 17.00 alle ore 18.00.

Periodo di comporto

In riferimento al periodo di comporto, ricordiamo che riguarda il numero di giorni che, per legge si può prendere di malattia in uno stesso anno. Se non si supera questo limite non c’è rischio di licenziamento, anche se le assenze sono state discontinue. La legge regolamenta la durata del comporto solo per gli impiegati, differenziandola in relazione all’anzianità di servizio del dipendente: 3 mesi, quando l’anzianità di servizio non supera i dieci anni; 6 mesi, quando l’anzianità di servizio supera i dieci anni.

Per gli operai, invece, la durata del periodo di comporto è stabilita dalla contrattazione collettiva.

Lavoratori invalidi: maggiormente tutelati anche il superamento del periodo di comporto 

Per i lavoratori invalidi assunti tramite categorie protette, il licenziamento non è automatico al superamento del comporto, in quanto può essere licenziato a condizione che le assenze per malattia non derivino dalla sua patologia invalidante.

A chiarirlo è la Corte di Cassazione numero 9395 del 12 aprile 2017, nella quale specifica che il lavoratore con invalidità viene maggiormente tutelato rispetto agli altri lavoratori, chiarendo che se le assenze per malattia e il superamento del comporto riguardano l’invalidità del dipendente, questi non può essere licenziato. Viceversa, se le assenze per malattia non riguardano la patologia invalidante, allora sarà trattato come un qualsiasi dipendente e sarà applicata la normativa corrispondente al contratto di lavoro di categoria.

Angelina Tortora

Scrivere è passione, è vita, mi accompagna da quando ero bambina. Attraverso la scrittura posso comunicare notizie, idee e soprattutto aiutare gli altri. In un mondo dove tutto va all’incontrario, e dove tutto è confusione, il mio obiettivo è quello di diffondere notizie che aiutino. NotizieOra rappresenta la realizzazione di un sogno, dove esprimersi è libertà, è passione. “Solo attraverso la scrittura possiamo avere notizia di uomini che ci hanno preceduto e scoprire in cosa si sono distinti. E, come i classici insegnano, se si ha memoria di qualcuno, se ne protrae l’esistenza.”