Visite fiscali e malattia: quando si è esonerati dalla reperibilità?

La normativa impone l’obbligo della reperibilità per le visite fiscali nelle fasce orarie stabilite. Tuttavia i dipendenti pubblici possono non rispettare tale obbligo sulla base di eccezioni particolari, senza perdere l’indennità di malattia.

Le visite fiscali e malattia, rappresentano un nodo cruciale che molti dipendenti pubblici, compreso il personale ATA, devono rispettare per legge. Gli impiegati del comparto pubblico sono più penalizzati rispetto al privato, in quanto, il margine di rintracciabilità è molto più ampio. Infatti, per il controllo delle visite fiscali i dipendenti devono restare nel luogo indicato come domicilio, rispettando la fascia di orario che va dalle 9 alle 13 e ancora dalle 15 alle 18, di ogni singolo giorno presente nel certificato di malattia.

Visite fiscali e malattia: le eccezioni che bloccano l’obbligo della reperibilità

Ai sensi dell’articolo 4 del decreto n. 206 del 17 ottobre 2017, il personale del settore pubblico può non essere in casa durante la fascia di reperibilità stabilita per legge, senza che l’assenza produca effetti negativi sulla malattia. Parliamo delle “eccezioni” che giustificano la mancata presenza del dipendente nel proprio domicilio nelle ore stabilite. Ossia, i casi in cui il personale può non rispettare l’obbligo delle fasce di reperibilità senza perdere l’indennità di malattia, ad esempio come:

  • la presenza di patologie considerati di grave entità, per le quali il dipendente necessità di terapie urgenti salvavita;
  • infortuni sul lavoro e malattie per causa di servizio imputabile alla disabilità;
  • invalidità riconosciuta al 67% ecc.

Visite fiscali e malattia: cosa succede nel caso di assenza per infortunio?

In materia d’infortuni del lavoratore dovuto per causa di lavoro, nonché malattia professionale, l’Inps ha chiarito la sua posizione attraverso il messaggio 3265 del 9 agosto 2017, nel quale ha specificato che rientra di pertinenza dell’Istituto il campo delle visite mediche di controllo, necessarie per vigilare sull’effettivo stato di salute dei dipendenti. Tuttavia, nel caso di assenza per infortunio sul lavoro, l’Inps non può eseguire gli accertamenti necessari a confermare la malattia per infortunio nel domicilio del dipendente, poiché tale procedura rientra nella competenza dell’INAIL.

In particolare, nel caso di malattia dovuta per infortunio sul lavoro ai sensi dell’articolo 12 della L. dell’11/3/1988, n. 67 l’INAIL ha l’autorità di eseguire tutti gli accertamenti ritenuti necessari comprese la valutazione delle certificazioni, nonché delle prestazioni medico legali prodotte dai lavoratori incidentati.

In virtù del Decreto Ministeriale del 17 ottobre 2017n206 gli accertamenti medico legale riconducibili a infortunio sul lavoro, devono essere eseguiti dall’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL).

 


Per essere sempre aggiornato, seguici su: Facebook - Twitter - Gnews - Telegram - Instagram - Pinterest - Youtube

Condividi questo articolo sui Social
TwitterFacebookLinkedInPin ItWhatsApp

Antonella Tortora

Analista Contabile, collaborato con diversi quotidiani online. Adoro scrivere, ogni notizia è degna di essere vissuta, raccontata, con cuore, emozione, passione. Raccontarle serve a renderle uniche, se non raccontate finirebbero nel labirinto del dimenticatoio. Resta un'unica verità ogni storia incorpora una piccola parte di me, che emerge in un angolino nascosto. Citazione preferita: “Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere.” Albert Einstein