Vittoria per le donne del Sudan: l’infibulazione diventa un reato penale.

Il nuovo governo del Sudan ha trasformato in reato penale il terribile rito dell’infibulazione, una vera e propria vittoria storica per le donne.

Nei giorni scorsi il nuovo governo di transizione del Sudan, salito al governo un anno fa dopo aver cacciato il dittatore Omar Hassan al -Basshir e  dopo anni di dure battaglie combattute dalle attiviste per i diritti delle donne, ha approvato la modifica del nuovo emendamento del Criminal Act, con questa nuova legge chi pratica il mutilamento delle zone genitali femminili rischia fino a tre anni di carcere e una multa.

Una vero e proprio passo avanti per il mondo  delle donne africane, che purtroppo ancora oggi vengono sottoposte a delle vere e proprie torture legate a un’assurda tradizione che coinvolge almeno 27 paesi africani comprese alcune zone dell’Asia e del Medio Oriente.

La nuova legge è stata applicata anche in Etiopia, Egitto, Kenya, Burkina  Faso, Nigeria, Gibuti e Senegal.

Ma non basta solo applicare una legge per cambiare le cose, ha dichiarato il ministro degli Affari esteri sudanese ma serve un vero e proprio lavoro di squadra tra governo e organizzazioni comunitarie per sensibilizzare la comunità e sradicarla da una tradizione arcaica che deturpa ancora oggi 9 bambine su 10, a cui vengono tagliati i genitali esterni per garantire l’onore della propria famiglia.

Serve un vero e proprio aiuto concreto rivolto non solo alle giovani che subiscono o hanno subito il mutilamento genitale portandole ad avere gravi problemi fisici e mentali, ma anche a tutte quelle madri che hanno acconsentito, con il dolore nel cuore, che queste pratiche barbare venissero applicate alle loro figlie.

Infibulazione: la mutilazione delle donne

L’infibulazione è una pratica che consiste nella mutilazione delle parti intime di bambine e di giovani donne da i 4 ai 15 anni.

Ed ha un unico scopo quello di conservare la verginità della ragazza per il futuro sposo.

Questa tortura è ancora diffusa in gran parte del territorio africano e in Medio Oriente ed è visto a livello socio culturale come un rito  per segnare il passaggio dall’adolescenza all’età adulta di una ragazza per prepararla al matrimonio e all’integrazione all’interno della  propria comunità.

L’infibulazione  rappresenta uno strumento per soggiogare e ridurre il desiderio sessuale e comporta gravi danni permanenti non solo fisici ma anche psichici per chi subisce questo tipo di torture.

Nice la giovane donna che ha detto no all’infibulazione

Nice Nailantei Leng’ete è una giovane  donna proveniente da un piccolo villaggio del Kenia che all’età di soli 9 anni riuscì a fuggire dalla propria famiglia rifiutando l’atroce pratica della mutilazione genitale femminile.

Dal quel giorno Nice si batte per tutte le donne del suo paese per salvarle da una credenza barbara e per dar loro la possibilità di emanciparsi in un mondo legato alle tradizioni e al non rispetto della donna.

Una donna, una testimone, una guerriera e un’ambasciatrice Amref Health Africa sul tema delle mutilazioni genitali femminili ed è solo grazie alle sue battaglie se ad oggi più di dieci milioni di bambine si sono salvate dal taglio.

Nice all’età di 9 anni per la propria famiglia era pronta per sposarsi  e quindi doveva sottoporsi all’infibulazione, ma lei prese coraggio e fuggì dal suo villaggio chiedendo aiuto a suo nonno che riluttante convinse la propria famiglia a lasciar stare la nipote.

Ma la bambina col tempo è stata allontanata dalla tribù  additandola e denigrandola perchè impura per non essere stata mutilata. Da qui comincia il suo viaggio nelle diverse tribù africane spiegando loro le dolorose conseguenze che si scaturiscono in una bambina subendo il taglio legato esclusivamente ad una credenza popolare.

Da allora Nice conduce la sua battaglia contro tutte quelle forme di violenza sulle donne legate all’infibulazione portando la sua testimonianza in giro per il mondo.


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Simona Spaziani

Ho 27 anni e sono della provincia di Roma. Sono appassionata di musica e faccio la barlady presso il New Rockness di Genzano di Roma. Nel tempo libero mi piace scrivere per condividere le mie passioni musicali e i cocktail che invento.