Whatsapp dati in pericolo: lo rivela Telegram

Whatsapp dati non sicuri come Telegram

Il CEO di Telegram, Pavel Durov ha dichiarato quanto sia pericoloso il controllo dei dati su Whatsapp, esplicando la possibilità di furti sulla nota app di messaggistica telefonica.

Bug Whatsapp: a rischio furti dati

Si è pronunciato il CEO di Telegram sul caso di una possibile fuga, come già denunciato lo scorso gennaio per il furto di dati di Jeff Bezos. Durov ritiene che le parole “crittografia end-to-end” utilizzate da Whatsapp siano uno specchietto per le allodole, un finto incantesimo magico che dovrebbe rendere in automatico sicure tutte le conversazioni. In realtà questa è una tecnologia che non può garantire la assoluta privacy. Il CEO di Telegram ha elencato almeno tre motivi per cui la crittografia è inutile. In primis perché ci sono i backup. Gli utenti iOS conservano le loro chat su iCloud, ma il servizio di Apple non è cifrato.

Il CEO di Telegram rincara la dose, gettando ulteriori ombre su Whatsapp, ricordando che in paesi dai “governi ostili”, Telegram è bandito, risultando bloccato solo perché consente l’accesso al servizio tramite backdoor camuffate da problemi di sicurezza, mentre si usa preferibilmente Whatsapp il cui codice sorgente non è effettivamente controllato, quindi non necessariamente un “end-to-end”. In tutto ciò, è sempre bene stare attenti a qualunque app e social o piattaforma per l’utilizzo dei propri dati o del proprio materiale (video, foto) condiviso con terzi. Sebbene, Telegram sia noto quanto sia più sicuro in tal senso.


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