Ylenia Carrisi: ancora viva o deceduta? Il caso si riapre

Si riaprono le indagini sul caso Ylenia Carrisi con novità e nuove ipotesi.

Si riaprono le indagini sul caso Ylenia Carrisi con novità e nuove ipotesi.

Una breve introduzione su Ylenia Carrisi

La figlia della coppia di artisti Al Bano e Romina Power è nata a Roma nel 1970. Personaggio televisivo e showgirl italiana, nel 1983 inizia la sua carriera recitando in Champagne in paradiso, continuando come cantante a fianco della madre nel 1987 nella canzone Abbi fede. Infine, si  ritrova ad essere valletta nel 1989 del programma La ruota della fortuna. 

I viaggi verso New Orleans

La giovane Ylenia Carrisi aveva compiuto un primo viaggio verso New Orleans insieme ai genitori nel 1993 e, atterrata nel mese di luglio a Roma nello stesso anni, la Carrisi esprime la propria decisione di voler partire per il Belize con l’intenzione di scrivere un libro sui senzatetto e gli artisti di strada di New Orleans. A New Orleans, Ylenia Carrisi alloggerà presso LeDale Hotel insieme al trombettista Alexander Masakela, conosciuto durante il primo viaggio e con cui aveva intrapreso una relazione come sostenuto dal padre Al Bano.

La scomparsa e Alexander Masekela

Proprio le ultime conversazioni telefoniche con Ylenia Carrisi risalgono a qualche giorno prima della scomparsa: il primo gennaio 1994 e il giorno precedente quando padre e figlia avevano condotto un’accesa discussione.

Ylenia viene vista per l’ultima volta il 6 gennaio dalla proprietaria dell’albergo, quando la ragazza lascia i propri effetti personali. Nonostante la Carrisi e Alexander Masakela condividessero la stessa stanza d’albergo, Masakela non ne denuncia la scomparsa. Quest’ultimo resta in albergo fino al 14 gennaio e cerca di pagare l’albergo con gli assegni turistici della stessa Ylenia. Per questi motivi, Masekela è il primo sospettato.

Inizialmente, il ragazzo afferma di sapere dove si trova la ragazza e che sta bene, fino a quando viene denunciato per stupro dalla ex fidanzata. Così, viene arrestato per poi essere rilasciato dopo due settimane per mancanze di prove. Secondo quanto afferma Al Bano, è stato proprio Alexander a portare la figlia sulla strada della droga.

‘Io appartengo alle acque’

Una delle testimonianze più attendibili è quella di  Albert Cordova, guardiano notturno dell’Audubon Aquarium of the Americas. Egli sostiene di aver visto una ragazza bionda gettarsi nel Mississippi il 6 gennaio del 1994 e il suo tentativo di salvarla insieme insieme alla polizia. Cordova, inoltre, afferma che nel momento in cui la ragazza si era gettata, aveva pronunciato la frase ‘io appartengo alle acque’ e che poi aveva cominciato a nuotare. La ragazza sarebbe poi annegata dopo un possibile crampo.

Inizialmente si crede che la ragazza annegata sia Brooke Susanne Javins, ritrovata poi viva. Solo quando si mostra una foto di Ylenia Carrisi, il guardiano è quasi sicuro che la ragazza del fiume sia lei.

Non ci sono prove ma Al Bano è fiducioso della versione di Albert Cordova, in quanto la figlia pronunciava la famosa frase ‘io appartengo alle acque’ ogni volta che si tuffava in acqua da piccola.

In più, non è la prima volta che la Ylenia Carrisi  tenta di gettarsi nel fiume. La prima volta era accaduto sotto effetto di marijuana.

Ylenia Carrisi vittima di un serial killer?

Secondo una confessione risalente al 1996 del serial killer Keith Hunter Jesperson, meglio conosciuto come Happy Face Killer, la Carrisi sarebbe una delle sue vittime. Ylenia sarebbe stata aggredita e uccisa durante un autostop. L’identificazione di Ylenia Carrisi nella presunta vittima produce, però, risultati negativi.

Dichiarazione di presunta morte

Nel 2013 Al Bano, in disaccordo con la ormai ex moglie, presenta una richiesta di presunta morte datata 31 dicembre 1993.

Le ultime novità

Il sito Sterlettime.com riporta recenti dichiarazioni da parte della Polizia di New Orleans secondo la quale Ylenia Carrisi sarebbe viva e si avrebbero nuovi indizi su dove potrebbe trovarsi, ma la polizia non può fornire ulteriori informazioni.

Al contempo si è fatta spazio una vecchia ipotesi, secondo la quale viene identificata la Carrisi in un cadavere ritrovato nella contea di Palm Beach nel 1994. Secondo varie ricostruzioni, il volto del cadavere sarebbe simile a quello di Ylenia Carrisi.

Il caso della giovane donna può, allora, considerarsi ancora aperto. Nulla è ancora certo e le speranze sono tante. Possiamo solo augurare alla famiglia di Ylenia di scoprire al più presto la verità, sperando, per quanto possa essere possibile, nella migliore delle ipotesi.

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Rita Cavallaro

Ciao! Mi chiamo Rita e sono un'appassionata di cinema, arte, musica, libri, fotografia, danza e di tutto ciò che mi permette di esprimermi e di farmi stare bene. Mi piace scrivere e viaggiare. Adoro il vintage e mi piacerebbe essere vissuta negli anni 70'-80'!
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