Zoom: videochiamate e privacy violata

Zoom videochiamate finite sui server cinesi per controllare tutti?

La piattaforma Zoom ha trovato il suo boom in questo periodo di quarantena, perfetta per effettuare videochiamate. Ma, è da poco finita nella bufera, per problemi di privacy violata. Scopriamo cosa è accaduto.

Zoom: videochiamate gestite dal governo cinese e privacy violata

Le videochiamate effettuate con Zoom sono state un fiore all’occhiello di questo periodo di quarantena, se non fosse che ben presto molte di esse siano finite dapprima sui server di Facebook, per poi finire in gestione al governo cinese. Una mossa, quella attuata da Pechino per monitorare la privacy degli utenti. Un traffico, dunque smistato sui server cinesi, che sembrerebbe essere un modo per controllare al meglio un recupero di dati sensibili degli utenti. Una mossa per controllare tutti al tempo del Coronavirus? O, una semplice fuga di dati? O una facilitazione per smaltire il traffico internet globale?

Il CEO Eric Yuan si è giustificato al momento così: ” Di solito i client di Zoom tentano di connettersi a una serie di datacenter primari all’interno o in prossimità della regione dell’utente. Se però questi tentativi falliscono a causa della congestione della rete o per altri motivi, i client raggiungeranno datacenter secondari”.

Servirà tutto ciò a placare il dubbio e la bufera attorno a Zoom e al suo servizio di videochiamate? Lo scopriremo quando saremo tutti nell’occhio del Grande Fratello globale che si amplifica sempre di più in un periodo di pandemia e di monitoraggio globale.

 


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