Assegno unico, domanda automatica nel 2023 per alcuni beneficiari

Autore:
08/09/2022

Assegno unico, domanda automatica nel 2023 per alcuni beneficiari

Assegno unico, domanda automatica nel 2023 per le famiglie che non hanno visto variare la propria condizioni economica e patrimoniale. Lo prevede la legge, che sottolinea in quali condizioni scatta l’automatismo. Un passaggio che viene confermato anche dal direttore generale dell’Inps e che dovrebbe snellire la burocrazia per tantissimi percettori.

Dal prossimo anno l’assegno unico dovrebbe quindi entrare nel pieno della propria maturità. La domanda ricorrente per la percezione del beneficio deve essere presentata a partire dal primo gennaio di ogni anno. L’adempimento non sarà però necessario per quei genitori che non hanno visto cambiamenti nel proprio Isee.

Assegno unico, domanda automatica nel 2023: ecco chi non dovrà fare richiesta

Il riferimento va quindi anche alle famiglie che possiedono un Isee superiore a 40mila euro, oppure a coloro che non hanno presentato la certificazione. Per questi soggetti, l’assegno unico corrisponde alla misura minima per ogni figlio. Quindi i pagamenti da parte dell’ente previdenziale proseguiranno senza interruzioni e senza la necessità di ulteriori pratiche.

Le famiglie che invece percepiscono una quota aggiuntiva rispetto all’assegno unico di base dovranno rinnovare la propria pratica all’Inps. Questo perché per continuare a percepire la stessa cifra sarà necessario presentare l’Isee 2023. Pertanto, appare scontata la richiesta dell’ente di una nuova certificazione al fine di proseguire nella percezione del beneficio.


Leggi anche: Come i conti correnti online stanno cambiando le abitudini di spesa dei consumatori

Garantiti oltre 6 miliardi di euro alle famiglie tramite l’assegno unico

Nel frattempo l’Inps fa il punto della situazione in merito ai primi mesi di sperimentazione dell’assegno unico nel corso del 2022. Attraverso un comunicato stampa risalente alla prima settimana di settembre, l’Osservatorio statistico dell’ente evidenza che i pagamenti in favore delle famiglie hanno raggiunto i 6 miliardi di euro. Nello scorso mese di luglio, i beneficiari sono stati oltre 5 milioni.

Per quanto riguarda invece l’importo medio per ogni figlio, l’Inps ha erogato circa 145 euro. Mentre per le famiglie la media si attesta a 232 euro al mese. I pagamenti sono stati effettuati per oltre 8,6 milioni di figli. Dati che non tengono conto di coloro che hanno percepito l’assegno unico insieme al reddito di cittadinanza.

Per quanto concerne invece le certificazioni Isee, il 46% degli assegni è andato a famiglie con un valore certificato al di sotto di 15mila euro. Mentre dal lato opposto più del 20% dei figli rientra in nuclei familiari che non hanno presentato l’Isee, beneficiando quindi dell’importo minimo da 50 euro.

Assegno unico, domanda e analisi dei dati Inps: trend in calo a luglio 2022

Sempre dall’ultimo report dell’Osservatorio Inps emergono nuovi dati anche in merito all’andamento delle domande. Il trend evidenza un calo delle nuove richieste a luglio 2022. Si tratta dell’effetto del temine ultimo per la richiesta degli arretrati, scaduto lo scorso 30 giugno. A partire dal mese successivo, non è stato più possibile ottenere il pagamento dei mesi pregressi.

Pertanto, le nuove domande di accesso alla misura valgono solo per il mese di accettazione e per quelli successivi. I numeri confermano in modo evidente il cambio di passo. Se a giugno le domande inoltrate all’Inps erano oltre 532mila, a luglio si sono ridotte di oltre un quinto segnando quota 93mila.

Prendendo invece in esame la distribuzione territoriale delle domande, emerge che la maggior parte delle richieste di assegno unico proviene dal Nord. L’area totalizza infatti il 45,6% delle domande. Seguono il Sud e le isole con il 34,7% delle richieste, mentre il Centro totalizza il restante 19,7% delle pratiche.


Potrebbe interessarti: Licenziamento durante malattia, è possibile? Cosa succede se si supera il limite

Assegno unico: come funziona e quali vantaggi offre ai richiedenti

L’assegno unico è nato per riordinare il sistema di welfare familiare. Va a sostituire le detrazioni per figli a carico fino ai 21 anni, oltre agli assegni al nucleo familiare e ad altre misure precedenti. Ad esempio, sostituisce il bonus bebè, il bonus mamma domani e l’assegno per supportare i genitori con almeno tre figli minorenni.

Da marzo 2021, gli assegni familiari non sono più versati in busta paga. È importante però ricordare che il nuovo assegno unico si attiva solo dopo l’invio della domanda da parte degli interessati. Viene erogato dall’Inps attraverso bonifico ordinario o domiciliato. La misura spetta dal settimo mese di gravidanza e fino al 21mo anno di età. Per i figli disabili non viene applicato alcun limite anagrafico.

Le foto presenti in questo articolo sono concesse in licenza a Giddy Up srl