Reddito energetico 2023, bonus da 8500 euro per pagare meno le bollette

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17/01/2023

Reddito energetico 2023, bonus da 8500 euro per pagare meno le bollette

In arrivo un bonus da 8500 euro, perfetto per pagare meno le bollette di luce e gas. Si chiama reddito energetico 2023, ed è stato riconfermato anche per quest’anno.

Una misura necessaria per combattere i rincari sulle bollette, anche grazie al fondo da 21 miliardi stanziato dalla Manovra di Bilancio 2023. Vediamo a chi spetta, e quali sono i requisiti per richiederlo.

Reddito energetico 2023, bonus da 8500 euro per pagare meno le bollette

Il reddito energetico 2023 si presenta come un indennizzo fino ad un massimo di 8500 euro per tutte le famiglie in difficoltà a pagare le nuove bollette per quest’anno, tutte aumentate a causa dei costi legati dei nuovi prezzi relativi alla materia energia di luce e gas.

Questo indennizzo permetterà a tutte le famiglie richiedenti di dotarsi di nuovi dispositivi per la produzione energetica domestica, così da ridurre sensibilmente il carico delle bollette nel corso degli anni.

Grazie a questo incentivo hanno la possibilità di installare fonti di energia rinnovabile a costo zero. Di contro, non si ha possibilità di poter richiedere ulteriori bonus, anche per lavori relativi all’efficientamento energetico, come l’Ecobonus.

A chi spetta il reddito energetico 2023

Il reddito energetico 2023 è previsto per tutte le famiglie che possono dimostrare di essere in una situazione economica difficile. Nel nostro caso, non è necessario provvedere alla presentazione della Dichiarazione dei Redditi. Basterà l’attestazione ISEE in corso di validità per poter provvedere all’accesso del bonus.

Ma attenzione, la soglia ISEE massima per accedere all’agevolazione può variare a seconda della Regione in cui è situato l’immobile interessato dall’intervento.


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A titolo d’esempio, nel Lazio è stata disposta una soglia massima ISEE fino a 35000 euro. In generale viene richiesta invece una soglia ISEE di 20000 euro.

Non sarà pertanto disponibile a tutti alla stessa maniera, come accade invece per molti altri bonus con copertura nazionale.

Come richiedere il bonus da 8500 euro

Per richiedere il reddito energetico 2023 il nucleo familiare richiedente dovrà aver sottoscritto una convenzione con il GSE (Gestore dei servizi energetici), per concordare lo scambio di servizi con l’energia prodotta dai sistemi di accumulo successivamente installati.

Basta produrre una quantità di energia superiore a quella del proprio fabbisogno per ottenere degli utili.

Potranno richiedere il contributo non solo per i proprietari di unifamiliari o case indipendenti, ma anche per i condomini. In questi due casi, se sei proprietario di unifamiliari, avrai fino a 6000 euro di bonus, se invece sei in condominio, arriverai fino a 8.500 euro di importo.

Oltre alla convenzione con il GSE, servirà presentare l’attestazione ISEE. Per richiederla puoi affidarti al CAF, all’ufficio comunale adibito o farlo online sul sito dell’INPS, utilizzando SPID, CIE o CNS come sistema di identificazione.

Reddito energetico 2023 o bonus sociale ARERA, quale conviene

Per certi versi reddito energetico 2023 e bonus sociale ARERA, o meglio conosciuto come bonus bollette 2023, non sono troppo dissimili tra loro.

Si differenziano più che altro nell’erogazione del bonus:

  • il reddito energetico 2023 è una misura di compensazione per l’acquisto di dispositivi per la produzione domestica di energia;
  • il bonus bollette 2023 è un’agevolazione automatica sulle bollette intestate al nucleo familiare richiedente.

Per il reddito energetico 2023 bisogna acquistare dispositivi quali:

  • pannelli solari (con potenza non al di sotto di 1,8kW ed energia prodotta pari ad almeno 1.200 kWh),
  • impianti solari termici,
  • impianti micro-eolici,
  • sistemi di accumulo dell’energia.

Nel caso del bonus bollette, basterà avere un ISEE inferiore a 15.000 euro (20.000 euro per le famiglie con 4 figli), e l’intestazione delle forniture da parte di uno degli abitanti del nucleo stesso. E questo nel caso in cui si soffra di un disagio economico. Nel caso di disagio fisico, basterà il certificato ASL in cui sia accertata una patologia invalidante al punto da richiedere l’utilizzo di dispositivi energivori ad uso igienico-sanitario.


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