Bonus terme pronto al via: fondo da 53 milioni di euro, come funziona la richiesta e la ricerca degli enti accreditati

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16/08/2021

Il bonus terme sarà disponibile dalla fine di ottobre 2021. L’agevolazione destinata ai cittadini che prenotano i servizi in uno stabilimento accreditato presso il SSN. Possibile coprire fino al 100% del servizio termale acquistato e con un valore massimo di 200 euro.

Bonus terme pronto al via: fondo da 53 milioni di euro, come funziona la richiesta e la ricerca degli enti accreditati

È tutto pronto per la partenza del bonus terme, che avverrà ufficialmente il prossimo mese di ottobre 2021. Il provvedimento ha visto stanziare 53 milioni di euro, con la finalità di garantire un aiuto ai cittadini che decideranno di prenotare e usufruire del servizio presso uno stabilimento convenzionato con il SSN (Servizio Sanitario Nazionale). La conferma definitiva del provvedimento è arrivata dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Il governo ha quindi reso operativa una misura prevista nel decreto legge n. 104 del 2020, all’articolo 29-bis. L’agevolazione è destinata a tutti i cittadini che hanno necessità di cure termali. Si garantisce così sia un importante aiuto nella tutela della salute, sia il sostegno di un settore che è stato fortemente colpito dai recenti lockdown e dalle inevitabili conseguenze della pandemia da coronavirus.

Bonus terme 2021: che cos’è e come funziona la nuova agevolazione per l’acquisto dei servizi termali

Dal punto di vista pratico, il bonus terme rappresenta un’agevolazione destinata a incentivare il ricorso alle cure termali, al fine di tutelare lo stato di salute dei cittadini. Il bonus punta a coprire fino al 100% del servizio acquistato, sebbene esista un tetto massimo di spesa fissato a 200 euro. Qualora l’acquisto superi tale soglia, il cittadino dovrà provvedere a pagare di propria tasca la parte eccedente del costo del servizio, che resterà quindi a suo carico.


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Di particolare interesse sono le regole di accesso alla misura. Per usufruire del buono non serve infatti presentare il proprio ISEE, ovvero l’indicatore della situazione economica equivalente. Il beneficio è slegato dal reddito del richiedente o dalla sua situazione patrimoniale. Risulta invece indispensabile avvalersi del servizio termale presso un ente convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale o un altro ente pubblico riconosciuto. Ovviamente, il costo non deve risultare già a carico del SSN. 

Oltre a ciò, il bonus terme non risulta cedibile a terzi né gratuitamente, né in cambio di un corrispettivo di denaro. Non è quindi rivendibile e non può essere regalato a un familiare o a un amico. Infine, non costituisce reddito imponibile soggetto all’applicazione delle imposte sui redditi. In sintesi, ogni cittadino potrà utilizzare il bonus terme per l’acquisto di servizi termali destinati solo alla propria persona e nella misura massima di 200 euro. Tutto ciò, fino all’effettiva disponibilità dei fondi pubblici.

Come funziona il nuovo bonus terme: è indispensabile prenotare presso uno stabilimento accreditato

Dal punto di vista pratico, per poter usufruire del bonus terme il cittadino dovrà effettuare la propria prenotazione presso uno stabilimento termale che risulti effettivamente accreditato dal Ministero e da Invitalia. Dopo la prenotazione, lo stabilimento termale provvederà a rilasciare un apposito attestato di prenotazione del servizio. Quest’ultimo avrà una validità di 60 giorni, un lasso di tempo entro il quale sarà indispensabile usufruire dei servizi termali.


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Sarà quindi lo stesso ente termale a richiedere ad Invitalia il rimborso della spesa, nei limiti dell’importo massimo di costo rimborsabile (corrispondente a 200 euro). Al momento si è ancora in attesa di conoscere quali saranno le strutture effettivamente convenzionate e nelle quali sarà possibile usufruire dell’agevolazione. La lista definitiva sarà pubblicata a breve termine presso il sito di Invitalia.

Confindustria Federterme plaude al provvedimento: ma per le associazioni dei consumatori le risorse sono troppo esigue

A esprimere soddisfazione per l’avvio del provvedimento di legge è stata di recente Confindustria Federterme. Secondo quanto diffuso all’interno di un comunicato dell’associazione di categoriale, le terme italiane “sono state un esempio virtuoso durante la pandemia grazie ai protocolli di sicurezza applicati e oggi, con l’applicazione di terapie naturali mirate, rappresentano un elemento fondamentale anche per il completo recupero dei soggetti post Covid che in Italia sono oltre 4 milioni”.

Secondo Federterme, l’impiego dei voucher rappresenta anche un passo in avanti rispetto all’applicazione della logica dei ristori. Il bonus terme è quindi uno strumento utile a superare il momento di crisi, dando forza alla domanda dei servizi termali. Restano però le perplessità delle associazioni dei consumatori, secondo i quali i fondi stanziati risultano troppo esigui rispetto alle effettive necessità di cura dei cittadini. 

Per il Codacons, i 53 milioni di euro riusciranno a garantire un rimborso di 200 euro in favore di appena 265mila persone, rispetto a una reale necessità di cure termali ben più elevata. In tal senso, per l’associazione era quindi utile prevedere vincoli più selettivi all’ottenimento del beneficio, ad esempio legandone l’erogazione in base all’ISEE o al reddito dichiarato.