Digitale terrestre, novità switch off DVB-T2: Confidustria chiede il rinvio 

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03/05/2021

Da Confindustria l’allarme sul digitale terrestre DVB-T2. Per l’associazione degli imprenditori è necessario un rinvio. Richiesto un incontro urgente con il ministro Giorgetti. Milioni di famiglie rischiano di restare con lo schermo TV nero, ecco chi dovrà cambiare televisione.

Digitale terrestre, novità switch off DVB-T2: Confidustria chiede il rinvio 

Sul digitale terrestre si concretizzano importanti aggiornamenti dovuti al cambio di frequenze. Lo switch off con il passaggio allo standard DVB-T2 segue infatti una tabella di marcia spedita, con l’obiettivo di liberare la banda radio a 700 MHz in favore degli operatori telefonici. Sullo sfondo c’è il progressivo passaggio alla tecnologia mobile 5G, considerata come indispensabile per lo sviluppo della nazione.

In questo processo, gli operatori televisivi si sono visti di fatto dimezzare i MUX a loro disposizione. Grazie al nuovo standard DVB-T2, diventa infatti possibile trasmettere più canali adoperando meno frequenze che in precedenza. Il DVB-T1 consentiva infatti la fruizione di 10 frequenze, al posto delle 20 in arrivo con il nuovo standard. Il processo implica però lo spostamento di diversi canali televisivi nazionali, con tutte le conseguenze del caso.

Digitale terrestre, il nuovo switch off entra nel vivo a partire dal mese di settembre

Per comprendere meglio la situazione, è opportuno tenere presente la tabella di marcia dei cambi di frequenza. A partire dal prossimo 1° settembre e fino al 31 dicembre 2021 saranno interessate al cambiamento:


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• l’Area  2 con la Valle d’Aosta, il Piemonte, la Lombardia (con l’esclusione della provincia di Trento e di Bolzano).
• l’Area 3 con il Veneto, il Friuli Venezia Giulia, la provincia di Mantova l’Emilia Romagna (provincia di Piacenza esclusa);

Dal 1° gennaio 2022 al 31 marzo dello stesso anno verrà coinvolta l’Area 1, con Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campania e Sardegna. Infine, dal 1° aprile 2022 al 20 giugno 2022 toccherà all’Area 4, con Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata, Abruzzo, Molise e Marche.

L’allarme lanciato da Confindustria sul nuovo cambio di frequenze: milioni di famiglie a rischio

Proprio le tempistiche relative al cambio di frequenze sono però al centro di un nuovo allarme lanciato da Confindustria Radio TV. L’associazione di settore ha chiesto un incontro con il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti per ridiscutere la road map. Il problema sarebbe un mancato allineamento dei tempi, visto che tantissime persone potrebbero non risultare in grado di ricevere il nuovo segnale televisivo. In particolare, c’è la prospettiva di veder diventare improvvisamente obsolete oltre 36 milioni di TV.


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La difficile situazione dettata dal Covid implica potenziali ulteriori ritardi nei processi di  liberazione e riassegnazione delle frequenze televisive. Infine, c’è la questione degli incentivi e del bonus TV da 50 euro, considerato come insufficiente. Insomma, il presidente di Confindustria Radio Televisioni Franco Siddi ha evidenziato “molti e seri motivi di allarme sulla corrispondenza tra la tempistica della road map a suo tempo delineata e le tappe di avvicinamento ai passaggi più delicati”. Una situazione della quale il governo deve tenere conto, considerato l’impatto della questione su milioni di persone.

In base a quanto riporta Confindustria, “allo stato attuale, milioni di famiglie potrebbero dal 1° settembre prossimo restare con lo schermo TV nero, incapace di ricevere il nuovo segnale, con  impatto sulla garanzia di continuità del servizio televisivo, la visibilità presso il pubblico e la remunerazione pubblicitaria degli ascolti”.

Ecco chi dovrà cambiare televisione o aggiungere un decoder

Rispetto al quadro generale della situazione, è importante tenere presente che con il definitivo tramonto dello standard DVB-T1 alcuni televisori non risulteranno più compatibili con la trasmissione dei nuovi canali. Per questo motivo, diventerà indispensabile acquistare un nuovo televisore. In alternativa, resterà possibile anche acquistare un decoder esterno, in grado di ricevere i canali sulle nuove frequenze.

Chi deve cambiare televisore oggi dovrà quindi fare attenzione alla compatibilità con lo standard DVB-T2. In genere, tale configurazione risulta disponibile su tutte le TV di seconda generazione. Come riferimento è possibile prendere gli ultimi tre anni di produzione. Chi possiede televisori datati rischia di restare senza segnale. Al momento dell’acquisto bisognerà quindi fare attenzione a scegliere televisori compatibili con lo standard DVB-T2 e con risoluzione HD-Ready.

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