Smart working per statali: ipotesi anche dall’estero

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21/10/2021

Smart working per statali: ipotesi anche dall’estero

Lo smart working per gli statali potrebbe essere possibile anche dall’estero, sebbene con precisi vincoli di orari e luoghi di lavoro. È quanto emerge dalla nuova bozza relativa al contratto per le Funzioni centrali inviata dall’Aran ai sindacati. L’agenzia si occupa della rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni e di fatto tramite questa comunicazione coinvolge ministeri, enti pubblici (economici e non), agenzid fiscali e altri operatori della pubblica amministrazione.

All’interno della bozza del contratto si specifica la possibilità di ricorrere al lavoro da remoto e allo smart working anche al termine della pandemia. Proprio quest’ultima ha lanciato il tema delle nuove modalità di prestazione del servizio. Un fenomeno che in molti casi era divenuto indispensabile con il lockdown e che ora attende di essere regolarizzato, man mano che si procede al graduale ripristino della situazione ordinaria.

Smart working: per gli statali il rientro in ufficio è iniziato lo scorso 15 ottobre 2021

Terminata la fase più critica dell’emergenza coronavirus, i lavoratori del comparto pubblico sono rientrati all’interno dei propri uffici dallo scorso 15 ottobre 2021. Il nuovo contratto potrebbe garantire un nuovo ritorno alla flessibilità nelle modalità di lavoro, seppure con una gradualità che porrà delle differenze rispetto al picco della pandemia.


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I sindacati stanno lavorando insieme all’Aran per definire il contesto di regole utili a sostenere le nuove modalità di lavoro agile. Questo sia per conseguire un miglioramento del servizio pubblico offerto ai cittadini, sia per confermare un modello organizzativo in grado di garantire un migliore equilibrio nella vita privata e professionale dei lavoratori pubblici.

Le altre novità in arrivo per i dipendenti pubblici

Al fine di raggiungere questi obiettivi, si punta a modificare il luogo nel quale deve essere prestata l’attività lavorativa. In alcuni casi specifici, il lavoro da remoto potrà essere svolto anche dall’estero. Ovviamente, questo passaggio mantiene comunque in essere gli obblighi e i vincoli riguardanti il tempo e le mansioni che devono essere svolte dai dipendenti pubblici.

Vi sono poi ulteriori tematiche strettamente legate al rinnovo contrattuale e che potrebbero portare a importanti innovazioni nella pubblica amministrazione. Nelle pieghe della documentazione fornita dall’Aran si fa infatti riferimento a questioni come le fasce orarie di operatività, la contattabilità fuori dall’ufficio e la disconnessione.

Il lavoro da remoto potrà essere utilizzato dagli statali insieme al lavoro agile

Di particolare interesse è anche l’inserimento del lavoro da remoto all’interno del contratto. In base a quanto si legge, quest’ultimo “può essere prestato con vincolo di tempo e nel rispetto dei conseguenti obblighi di presenza derivanti dalle disposizioni in materia di orario di lavoro”.


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Si procederà quindi “attraverso una modifica del luogo di adempimento della prestazione lavorativa. Questa comporta la effettuazione della prestazione in luogo idoneo e diverso dalla sede dell’ufficio al quale il dipendente è assegnato”. Computer e altri dispositivi tecnologici saranno messi a disposizione dalla PA.

Ulteriori modalità lavorative potranno essere il coworking e il lavoro decentrato da centri satellite. Da notare che con queste modalità permangono i medesimi obblighi di prestazione dell’attività lavorativa presso la sede dell’ufficio competente. In particolare, restano validi gli orari di lavoro, così come sono garantiti anche i diritti previsti dalla legge (pause, riposi e permessi).

Gli obblighi e i diritti dei lavoratori pubblici in smart working

Proprio in relazione a obblighi e diritti risulta quindi importante sottolineare che le nuove modalità di lavoro in corso di approvazione si basano sul principio di garantire la prestazione lavorativa svolta normalmente in sede. Per questo motivo, vengono ribaditi tutti i diritti e gli obblighi già previsti dal precedente contratto secondo le modalità di svolgimento ordinarie dei compiti.

Sulla questione si attende ora di vedere come proseguirà la trattativa tra amministrazione pubblica e sindacati. Il ministro Renato Brunetta ha spiegato che incontrerà le parti sociali il prossimo 22 ottobre 2021 in video collegamento. Nel confronto si parlerà proprio dell’adozione delle linee guida sul lavoro agile nella PA, così come previsto dal DM 8/10 sul rientro in presenza dei dipendenti pubblici.