Legge 104, permessi e congedi diventano cumulabili: a chi spettano e come funziona

Autore:
Valentina Simonetti
  • Esperta di Bonus, Fisco, Pensioni e Redditi
  • Autrice esperta di welfare ed economia aziendale
23/11/2023

Legge 104, permessi e congedi diventano cumulabili: a chi spettano e come funziona

Permessi retribuiti per legge 104 e congedi straordinari: cosa prevede la norma sulle agevolazioni per l’assistenza a familiari disabili? I benefici ora diventeranno cumulabili e fruibili anche da più persone, vediamo quali sono le principali novità Inps e cosa cambia ora per i caregiver che devono assentarsi dal lavoro.

Legge 104, arriva la cumulabilità tra permessi e congedi 

Novità per chi assiste familiari disabili in possesso delle agevolazioni previste dalla Legge 104, cambia la fruibilità di assenze, per permessi e congedi lavorativi. Questi benefici saranno ora cumulabili e potranno essere richiesti alternativamente anche da più soggetti. Viene infatti eliminato un principio che precedentemente penalizzava i titolari, cioè quello del cosiddetto “referente unico“.

In base al quale l’autorizzazione poteva essere concessa ad un solo nominativo che veniva identificato come il principale caregiver della persona non autosufficiente. Ora invece, non solo gli assistenti potranno alternarsi chiedendo ad ogni datore di lavoro il permesso per lo stesso familiare. Inoltre le ore di assenza potranno aggiungersi ad altri periodi già usati per le stesse finalità cioè si cumuleranno le richieste di congedo e permesso dei tre giorni. Vediamo nel dettaglio il testo della circolare Inps.


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Permessi 104 e congedi straordinari: le novità della circolare INPS

A chiarire l’aspetto normativo regolamentato dal decreto del governo D.lgs. 105/2022 che ha modificato l’applicazione della Legge 104 per i diritti delle persone con handicap, è intervenuta la circolare INPS del 22 Novembre 2023. Essa stabilisce che: il congedo straordinario concesso dal datore di lavoro nei confronti di una persona che assiste il familiare disabile e non autosufficiente, può essere concesso anche in presenza di periodi già fruiti per le stesse finalità.

Questo di fatto può prolungare l’assenza sia quando sia stato già accordato il congedo che quando il dipendente abbia già utilizzato le tre giornate di permesso. Sempre per la stessa persona in condizioni di non autosufficienza e di gravità. L’unico paletto è che, ovviamente i due benefici non possono essere utilizzati nelle stesse giornate e quindi si intendono alternativi.

Legge 104, a chi spetta il congedo straordinario

Il congedo straordinario concesso per effetto della Legge 104 ai lavoratori dipendenti che svolgono il ruolo di caregiver consiste nella possibilità di effettuare assenze prolungate per un massimo di due anni, continuativi o frazionati,  nell’arco dell’intera carriera lavorativa e per lo stesso familiare. Il disabile deve avere la condizione di gravità certificata ed il richiedente deve presentare alcuni requisiti:

  • Coniuge, genitore (anche adottivo), figlio convivente, fratello, sorella o parente fino al terzo grado del disabile.
  • Dovrà risultare unica persona adatta all’assistenza perché in mancanza di altri figli, coniugi, fratelli e altri parenti, poiché deceduti o anch’essi affetti da patologie altamente invalidanti.

Tale beneficio non potrà essere concesso in caso la persona invalida sia ricoverata in ospedale o istituto di cura, a meno che non sia richiesta dalla struttura la presenza costante del caregiver familiare.


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Legge 104: come funzionano gli aiuti per chi ha figli minori disabili

La Legge 104 garantisce maggiori tutele a chi assiste figli a carico con grave disabilità, minori di tre anni. I genitori infatti possono richiedere un permesso retribuito di due ore al giorno, se il contratto prevede almeno sei ore di attività. Oppure, di massimo un’ora al giorno se si tratta di meno di sei ore lavorative quotidiane.

Questo beneficio è concesso per legge ai dipendenti e può essere utilizzato in alternativa sia dalla madre che dal padre del bambino. I periodi di assenza saranno pagati al 100% della retribuzione, compresi di versamenti figurativi dei relativi contributi previdenziali utili al raggiungimento del cumulo per la pensione.

Per figli disabili gravi fino all’età di 12 anni, si può inoltre richiedere un congedo parentale straordinario. Questo può andare di fatto  prolungare quello ordinario concesso ai neo genitori. E come prevede la nuova circolare Inps, utilizzato in alternativa e cumulabile con i permessi giornalieri frazionabili in ore. Durante il congedo il trattamento economico sarà pari al 30% della retribuzione. A meno che non ci siano specifici accordi contrattuali che prevedono norme più favorevoli.

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